L'arte dell'intreccio di La Basketry

da Annalisa Chelli - 21/06/2021

Annalisa Chelli

Il basket weaving, cesteria in italiano, è una delle forme di artigianato più antiche del mondo. Realizzare contenitori per raccogliere frutti, bacche o utensili è stato infatti di grande aiuto per l’Uomo. Oggi il basketry è un’arte evoluta e complessa, riscoperta e amata a qualsiasi latitudine. E una delle portavoce più feconde e capaci è Tabara N'Diaye di La Basketry che porta avanti con orgoglio l’arte dell’intreccio senegalese.


Tabara vive a Londra e di questa città ne respira l'energia e ne coglie le sollecitazioni. Ma si tiene stretta anche alle sue origini, il magnifico Senegal. Con i suoi baobab la sua terra rossa, la passione per l'artigianato e la sua gente vestita di colori vivaci. Tabara rappresenta quindi un perfetto ponte tra Europa e Africa. 

Per noi ha realizzato un tutorial per principianti in cui insegna l'intreccio per realizzare un cesto. Per questo progetto ha scelto la fettuccia Stromboli ma qualsiasi filato in realtà può essere utilizzato per avvolgere la parte strutturale che forma un cesto, dipende dall'effetto finale che si vuole ottenere.

E ora conosciamo meglio Tabara con l'intervista che ho avuto il piacere di farle.

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Intervista a Tabara N'Diaye di La Basketry

Cosa rappresenta per te il basketry?
È un tipo di artigianato che mi ha fatta innamorare. Perché mi permette sia di esprimere me stessa sia di espandere la mia creatività. Per chi come me è cresciuto con la tecnologia in un mondo molto veloce, il lavoro manuale ti permette di connetterti con le proprie mani, disconnetterti dal mondo e abbracciare gli effetti meditativi e terapeutici del lavoro artigiano. Del quale molti giovani non sono pienamente consapevoli. Sento che non è celebrato come dovrebbe, se si conta che è uno dei mestieri più antichi del mondo. Proprio come l’arte della tessitura o della ceramica. Anche la cesteria dovrebbe essere onorata!


Ricordi dove e quando hai realizzato il tuo primo cesto?
Quando ho intrecciato il mio primo cesto le mie aspettative erano molto alte. L’idea era quella di fare una ciotola o un porta piante senza però rendermi conto che sarebbero occorse ore e ore. Il mio primo progetto di cesteria è stato un sottobicchiere fatto con erba secca e una corda di plastica. Era così traballante che non ci si poteva nemmeno appoggiare un bicchiere sopra. Ma lo tengo ancora nel mio studio, come un caro cimelio che mi ricorda da dove sono partita e di quanto mi sia perfezionata, nel tempo, grazie alla pratica. Per me all’inizio è stato davvero come abbracciare il processo della creazione artigianale più che il risultato finale.

Ci sono dei messaggi nascosti dietro ai colori e alle geometrie dei cesti?
Non penso ci sia alcun messaggio nascosto. Personalmente mi lascio guidare dai colori, amo inserirli nei miei lavori e uno dei miei motti è sempre stato: portare colore nella tua casa è riempirla di personalità. Sono certa che la mia passione per i colori sia legata al Senegal, luogo di origine della mia famiglia. E inoltre vivo a Londra, che è una delle città più verdi al mondo.

La tua più grande ispirazione?
La mia più grande ispirazione era e rimane il meraviglioso gruppo di intrecciatrici di cesti con il quale ho collaborato negli ultimi 5 anni. In Senegal l’arte dell’intreccio è un tipo di artigianato che si tramanda di generazione in generazione tra le donne dei villaggi, e io la trovo una cosa bellissima.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Per me è molto eccitante far parte di un piccolo business che si evolve costantemente. Quando ho cominciato con La Basketry lanciammo una piccola collezione di 6-8 ciotole. La nostra gamma di prodotti è cresciuta significativamente da allora e io sono onorata di lavorare con tanti bravi artigiani. Ho sempre pensato a La Basketry come a un negozio di casalinghi ma, ad oggi, le richieste si sono spostate più su oggetti di moda. Quindi attualmente siamo impegnati nello sviluppo di borse e accessori donna. Sono curiosa di vedere come La Basketry si evolverà e dove ci porterà.

Il tuo punto di vista sullo stato di salute dell’artigianato e i possibili pericoli per il futuro?
Viviamo in un mondo digitale dove la produzione di massa la fa da padrone e tutto si muove con una velocità impressionante. Credo che molte persone abbiano voglia di invertire la rotta e abbracciare uno stile di vita più lento. C’è qualcosa di incredibilmente bello nel ricongiungersi con la nostra madre Terra, anche attraverso prodotti fatti a mano che puoi scegliere per la cura del tuo corpo, per la tua anima e la tua casa.

È più importante il talento naturale o il duro lavoro?
Questa è una domanda difficile. Molti di noi nascono con un talento, io no. Tecnicamente le competenze sono un qualcosa che può essere insegnato e quindi imparato. Se vuoi immergerti in una materia o in un'abilità puoi farlo, perciò sarei propensa a dire che se lavori duramente tutto è possibile. Ma se hai un talento naturale, buon per te, secondo me comunque sia continua a migliorare le tue capacità e non adagiarti sul talento.

Cosa ti rende felice?
Può sembrare un cliché ma quello che mi rende felice è fare quello che mi piace con le persone che amo.


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