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Museo del tessuto di Prato: un posto speciale

da Gaia Gualtieri - 13/11/2013

Gaia Gualtieri

Il Museo del Tessuto è da sempre uno dei miei luoghi preferiti in città. Regolarmente amo perdermi nelle sue sale che trasudano (è proprio il caso di dirlo!) la storia della nostra città, Prato, in cui da 800 anni si produce tessile.

Una sede nel cuore di Prato

Dal 2003 la sede del Museo del Tessuto si trova all'interno dell'ex Cimatoria Campolmi, un  gioiello di archeologia industriale del XIX secolo situato all'interno della cerchia muraria medievale della città. Già la storia di questo spazio è secondo me sufficiente a far tremare il cuore di qualsiasi amante del tessile. La vocazione tessile di questo sito sembra infatti risalga addirittura al Medioevo. Documenti storici anteriori al 1326 vi attestano in effetti l’esistenza di una gualchiera (edificio per la follatura dei panni). L’impianto attingeva da uno dei canali artificiali (gore) che hanno consentito - dalla prima metà del Duecento – lo sfruttamento delle acque del fiume Bisenzio per la produzione tessile.

500 anni dopo, e precisamente nel Marzo del 1863, inizia la storia moderna di questo luogo. È qui infatti che Vincenzo Campolmi, Luigi Cecconi e David Alphandery, affermati imprenditori pratesi, decidono di far sorgere la loro azienda: lOpificio idraulico Campolmi che diviene presto una solida impresa attiva nella rifinitura dei tessuti.
Nata come cimatoria, l’azienda nel corso degli anni introdusse nel ciclo produttivo tutte le fasi di nobilitazione tessile, come follaturatinturagarzatura e calandratura (ed è per questo che veniva considerata una vera e propria fabbrica simbolo della storia manifatturiera pratese e  per molto tempo definita la “nave scuola”, per il fatto che molti tecnici ed imprenditori tessili appresero lì i segreti della rifinizione del tessuto...).
Alla fine dell’800 l’edificio si presenta come un quadrilatero su due livelli sviluppato attorno ad un cortile rettangolare, con al centro una grande vasca per la raccolta delle acque e una ciminiera in mattoni alta 40 metri.

Questa enorme guardiana è per me il vero simbolo del Museo del Tessuto. Stoicamente ha resistito anche alla seconda guerra mondiale

Tutta questa lunga storia e tradizione sono per me (e per i pratesi in genere) una grande eredità da proteggere e valorizzare. Ed è per questo che migliore sede per il Museo del Tessuto non poteva esserci  durante la quale venne bombardata e continua ancora oggi a sorvegliare il museo e il centro città.

La guardo e penso che, anche se gli ostacoli da affrontare ogni giorno sono tanti, ce la posso e ce la possiamo fare.

Il Museo del Tessuto oggi

Il Museo del Tessuto di Prato è infatti un’istituzione culturale nata con lo scopo di promuovere lo studio, la valorizzazione e la promozione dell’arte e della tecnica tessile antica e contemporanea, in tutte le sue forme ed espressioni.

Detto così potrebbe sembrare che il Museo del Tessuto sia un luogo polveroso e un po' noioso ma credetemi non è affatto così. Il bello di questo posto è che è accogliente e capace di "parlare" anche a chi di arte tessile non si intende molto. Mostre, eventi e workshop per grandi e piccini lo rendono fruibile a tutti e per questo è sempre affollato e qualche volta chiassoso. È un luogo vissuto e interattivo.
Di questo ho avuto conferma più volte perché amo portare in visita gli amici e i clienti. Credetemi non c'è Tour Tessile di DHG che non preveda una visita guidata alle collezioni del Museo.
E sapete cosa? Alla fine i più entusiasti non sono i nostri/e clienti ma i loro figli e mogli/mariti che imparano qualcosa di nuovo in maniera piacevole.

Tanto per farvi venire l'acquolina in bocca... il patrimonio del Museo del Tessuto è costituito da una collezione molto eterogenea di reperti di assoluto rilievo internazionale. L’arte del tessuto è documentata dall’era paleocristiana fino ai nostri giorni nelle più varie tecniche di esecuzione, per un totale di circa 6000 reperti. Tessuti archeologici, tessuti e paramenti sacri (dal XIII al XX secolo), tessuti e manufatti ricamati (dal XV al XX secolo), tessuti ed abiti etnici (da India, Indonesia,Yemen, America centrale e meridionale, Cina, Giappone...), campionari pratesi, bozzetti e tessuti d’artista, tessuti contemporanei, abiti e accessori (dal XVI al XX secolo), figurini di moda e libri. Ma anche i macchinari: telai manuali, follatrice, macchina battitora, strumenti di preparazione alla tessitura, come filatoi, incannatoi, orditoi, di manifattura italiana o, in alcuni casi, frutto di elaborazioni e di accorgimenti realizzati in loco per la produzione pratese.

Mi fermo qui. Spero di avervi dato un altro buon motivo per venirci a trovare.

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