Lizz Aston: interviste esclusive DHG

da Annalisa Chelli - 03/02/2016

Annalisa Chelli

Lizz Aston

Lizz Aston è un'artista tessile e designer di Toronto. Ispiratissima e capace. La sua peculiarità è quella di tracciare una linea di continuità tra Passato e Presente.

Lizz Aston

Lizz compie la sua Arte pescando da un ideale cassettone della nonna e, utilizzando tecnologie avanzate, realizza opere dal sapore ambivalente: secolare e futuristico. Ricami, specchi, macramè, carta Kozo, coloranti reattivi, progetti su larga scala, disegni a mano libera. Questi i suoi elementi più identificativi. Lizz Aston ha colpito immediatamente la mia attenzione e osservare i suoi lavori, non so bene come, ma amplifica il mio respiro ed espande le mie emozioni. Soprattutto 'Lace Mirrors'. Grazie Lizz, sei un'artista speciale e una persona gentile.

Intervista

Lizz Aston


Quando hai capito che la tua vita sarebbe stata all’insegna della creatività?  E perché hai scelto di diventare una designer e artista tessile?
Quand'ero una giovane studentessa, ho avuto la fortuna di essere accettata in una scuola d'arte. Il tempo che ho trascorso lì, immergendomi in un programma scolastico specializzato sull'arte, ha determinato la direzione dei miei inizi come artista che lavora con tecniche "artigianali". Mi sono concentrata nell'esplorazione delle mie idee attraverso l'uso di fibre e punti – ho realizzato i progetti per gli esami finali lavorando su ricami su carta e foglie, riflettendo sulla fragilità e il carattere effimero e mutevole dei miei materiali. Sebbene non avessi idea che i tessuti e l'artigianato contemporaneo potessero essere impiegati come forma espressiva rilevante e significativa, alla fine ho imparato che nel mio lavoro c'era sempre stata un'identità diversa. È stato solo quando ho frequentato il corso di Artigianato e Design allo Sheridan College che trovai finalmente una mia voce in quello che facevo. Una volta presa la laurea in tessuti, ho fatto richiesta per una residenza d'artista di tre anni al Textile Studio dell'Harbourfront Centre, e sono stata accettata. Le esperienze che ho maturato lavorando al Craft Studio di Harbourfront mi hanno spinto a innovare il mio lavoro, perché collaboravo con i colleghi del laboratorio di vetro soffiato, ceramiche e gioielli che si trovava proprio lì accanto. Il progetto di residenze d'artista Craft Artist-in-Residence di Harbourfront è unico nel suo genere in Nord America. Ripensando al tempo che ho trascorso lì, la continua sperimentazione e collaborazione coi diversi laboratori è quello che mi ha spinto a continuare i miei studi e iscrivermi alla facoltà di Design Industriale.

Lizz Aston

I tuoi lavori sono spesso ispirati ai merletti e alle arti decorative. Arti antiche che tu fai rivivere negli anni Duemila utilizzando tecniche moderne e materiali non sempre convenzionali. Il risultato è sorprendentemente armonico. Come ci riesci?
La sperimentazione è il mio approccio nel creare i miei lavori, ed è anche il metodo con il quale interagisco con gli oggetti e i materiali attorno a me per farne uscire tutto il potenziale. Guardando i motivi tessili tradizionali, agli oggetti fatti a mano e i ricami, il mio lavoro esplora le relazioni e le connessioni che sentiamo verso le pratiche tessili domestiche e verso gli oggetti del passato. I miei studi allo Sheridan mi hanno aiutato a sviluppare un amore per i processi materiali e per la sperimentazione, e allo stesso tempo a imparare nuove abilità quali: la filatura, la tintura, l'intreccio e l'uncinetto. Guidata dal mio rapporto coi materiali e una conoscenza che trova le sue fondamenta nella tradizione, il mio lavoro esplora i modi per sovvertire oggetti tessili familiari giocando con materiali, con le dimensioni, e con il contesto, cercando di creare nuove esperienze e associazioni per lo spettatore.

Lizz Aston

D: uno dei tuoi progetti che più mi ha affascinato è Lace Mirrors. Soprattutto dal punto di vista metaforico. Cosa rappresenta per te lo specchio?
L: nel realizzare questo progetto, in realtà non ho mai pensato allo specchio da un punto di vista metaforico, ma credo che sia un'idea molto interessante, e mi piacerebbe esplorarla di più. Quando ho iniziato a lavorare con lo specchio, pensavo di giocare con delle fantasie simmetriche, e motivi a scacchiera. Il motivo originale che ho usato per lo specchio è stato manipolato in una forma totalmente nuova, riflessa dall'alto verso il basso, e poi da un lato all'altro.  Mi interessava l'idea di creare uno specchio da un'immagine riflessa. Quando guardo il lavoro finito appeso al muro, il motivo specchiato mi dà la sensazione di stare guardando in un portale che si affaccia su un altro universo – perché il motivo attira gli occhi dello spettatore verso le linee che si intersecano al centro. È una cosa strana da dire? In futuro, mi piacerebbe progettare un intero muro coperto di motivi riflessi che disposti a scacchiera che si ripetono in modi sorprendenti.

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Lizz Aston

Uno dei tuoi progetti che più mi ha affascinato è Lace Mirrors. Soprattutto dal punto di vista metaforico. Cosa rappresenta per te lo specchio?
Nel realizzare questo progetto, in realtà non ho mai pensato allo specchio da un punto di vista metaforico, ma credo che sia un'idea molto interessante, e mi piacerebbe esplorarla di più. Quando ho iniziato a lavorare con lo specchio, pensavo di giocare con delle fantasie simmetriche, e motivi a scacchiera. Il motivo originale che ho usato per lo specchio è stato manipolato in una forma totalmente nuova, riflessa dall'alto verso il basso, e poi da un lato all'altro.  Mi interessava l'idea di creare uno specchio da un'immagine riflessa. Quando guardo il lavoro finito appeso al muro, il motivo specchiato mi dà la sensazione di stare guardando in un portale che si affaccia su un altro universo – perché il motivo attira gli occhi dello spettatore verso le linee che si intersecano al centro. È una cosa strana da dire? In futuro, mi piacerebbe progettare un intero muro coperto di motivi riflessi che disposti a scacchiera che si ripetono in modi sorprendenti.

Lizz Aston

Hai una tecnica utilizzata nel tuo lavoro che prediligi rispetto a un’altra? Oppure una fase del lavoro che preferisci?
La mia fase preferita del processo è la scoperta che deriva dalla sperimentazione e dal gioco. In realtà si tratta di qualcosa che non ho avuto modo di fare da tanto tempo. Mi piace prendere un'idea, giocare con i materiali, fare un sacco di campioni, e imparare a lavorare coi materiali invece che contro i materiali. Ho avuto l'opportunità di farlo quando ho lavorato con il metallo, con le plastiche e con il legno durante i miei studi. Tuttavia, dovevo restare entro i confini di un progetto scolastico e di una scadenza molto stretta, e la cosa era assai limitante. Al momento, ritengo di avere diversi punti di partenza da cui possono prendere avvio dei progetti, ma non ho abbastanza tempo per continuare a giocare.

Il materiale che è maggiormente nelle tue corde invece, quello che in qualche modo ti assomiglia di più?
La carta resterà sempre il mio materiale preferito! Amo la carta per le sue proprietà di trasformazione: può essere facilmente manipolata in modi molto dinamici, partendo dalla sua forma base! Nel mio lavoro, ho cucito la carta, l'ho bruciata, l'ho spiegazzata e l'ho inamidata facendole assumere forme nuove, l'ho plasmata attorno a degli oggetti, vi ho applicato tinte sature, l'ho usata per fare installazioni di grandi dimensioni, ho applicato della creta a ritagli di carta e poi l'ho messa in forno, e l'ho ricamata in nuove forme! Può essere usata come mappa, come sagoma, come stencil, come bozzetto, o come superficie su cui disporre le tue idee. Ci sono possibilità infinite!

Lizz Aston

Carta, argilla, tessuto sono gli elementi più ricorrenti nelle tue opere. C’è una materia che vorresti sperimentare ma che ancora non hai avuto modo di usare?
In futuro vorrei lavorare con materiali industriali come metallo, cemento, marmo, e vetro.

Hai ottenuto già molti riconoscimenti. Qual è però il premio che non stringi ancora fra le tue mani ma al quale aspiri?
La cosa più bella per me sarebbe vincere un Sobey Art Award, o il Design Exchange - Emerging Designer Competition, in Canada.

Progetti futuri?
Al momento, sto lavorando su diverse commissioni su larga scala per le quali sono molto felice. L'estate prossima parteciperò a una mostra al Foothills Arts Centre – Fine Craft Invitational a Golden, Colorado, negli USA. E farò anche una mostra personale al Centre Materia di Quebec City nel 2017. I miei obiettivi per il futuro includono approcciarmi al mio lavoro in modo più architettonico, lavorare a progetti su vasta scala, e su commissioni da soggetti pubblici.

Lizz Aston Lizz Aston

C’è un’artista con il quale ti piacerebbe collaborare?
Mi piacerebbe molto collaborare con il mio amico Jeff Garcia prima o poi – usa il nome d'arte Mango Peeler. Vorrei anche creare un piccolo collettivo di designer con persone con cui mi piacerebbe lavorare  una volta finiti gli studi. Un altro progetto che ho in mente è di lanciare un sito social network che faciliti le collaborazioni tra artisti, designer, e produttori - ma al momento, è ancora un sogno.

L’ultimo pensiero prima di dormire?
La lista delle cose da fare il giorno dopo, e la speranza di fare qualche altro sogno strano e folle!

Lizz Aston

www.lizzaston.com

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